novembre 06, 2018 - Moto Guzzi

Moto Guzzi V7 III

DEBUTTA A EICMA V7 III STONE MY19, DISPONIBILE ANCHE NELLA VARIANTE NIGHT PACK, CON FANALERIA A LED E NUOVI DETTAGLI STILISTICI
V7 III È LA TERZA GENERAZIONE DELLA MOTO GUZZI PIÙ AMATA, REALIZZATA CON COMPETENZA E ABILITÀ COME SEMPRE A MANDELLO
SU V7 III OGNI PARTICOLARE È MESSO A PUNTO PER RENDERE MASSIMA LA SODDISFAZIONE NEL POSSEDERLA E NEL GUIDARLA, LASCIANDO INALTERATI L’ORIGINALITÀ E L’AUTENTICITÀ TIPICI DI QUESTA ICONICA MOTOCICLETTA

V7 è uno dei modelli più celebri e conosciuti di Moto Guzzi. La fama mondiale è dovuta alla sua capacità di mantenere fede alle aspettative e alla reputazione di un marchio leggendario come Moto Guzzi. Dal 1967, anno in cui iniziarono le vendite dei primi esemplari in Italia, V7 è diventata il caposaldo della gamma e la rappresentante per eccellenza della motocicletta italiana, distinta da contenuti e design in grado di raccogliere l’apprezzamento di un pubblico trasversale ed eterogeneo.
A oltre cinquant’anni dal lancio del primo esemplare, Moto Guzzi V7 III è il terzo atto di una storia unica. La sfida nell’introdurre V7 III è stata delle più difficili, considerando il blasone e i successi di V7. Dal 2009 inoltre è la più venduta del marchio e costituisce la moto d’ingresso nel mondo di Moto Guzzi.
Come lo è stato per V7 II rispetto alla primogenita V7, anche per V7 III il rinnovamento è stato così profondo da meritarsi di portare avanti la numerazione progressiva con i simboli romani, che da sempre distingue le Moto Guzzi più popolari e longeve. V7 III è il risultato della passione di Moto Guzzi, abile nel rinnovare la sua best seller, lasciandone inalterati carattere e autenticità, valori destinati a durare nel tempo.


Sette versioni e infinite interpretazioni
La famiglia V7 III è composta da sette versioni: alle “capostipiti” Stone, Special e Racer si sono aggiunte in rapida successione V7 III Rough, V7 III Milano e V7 III Carbon, ottenute introducendo una serie di parti speciali capaci di restituire ad ognuna di esse una ben differente connotazione e un carattere unico. V7 III Limited, prodotta in soli 500 esemplari numerati, rappresenta la novità più recente di una gamma che per il 2019 propone aggiornamenti estetici su V7 III Stone, disponibile dalla prossima primavera anche nella variante “Night Pack”, caratterizzata da fanaleria full led e da nuovi dettagli stilistici specifici.
La “settemezzo” di Mandello ha dimostrato di essere un’ottima base di partenza per progetti di personalizzazione. Il catalogo accessori originali Moto Guzzi dedicato a V7 III è composto da oltre 80 parti ed è oggetto di un ampliamento continuo: V7 III si presta quindi a un’infinita varietà di interpretazioni, per creare la propria special su misura, come un abito sartoriale.

Più piacere di possedere e guidare una V7
La terza generazione della “settemezzo” di Mandello vuole continuare a essere la motocicletta d’accesso nel mondo Moto Guzzi, facile, dalle dimensioni e peso tra i più contenuti della categoria, ma al contempo dal carattere forte e autentico, tipico di tutte le Moto Guzzi, gran parte del quale è messo in mostra dal bicilindrico trasversale a V, configurazione unica al mondo. Gli obiettivi primari che hanno guidato l’evoluzione riguardano lo stile, la dotazione di serie e il comportamento su strada, ovvero gli aspetti che influenzano il piacere di possedere e guidare una V7.
V7 III mantiene intatta la personalità stilistica del modello, caratterizzata da un design che dialoga tra forme ispirate dalla storia di Moto Guzzi ed esigenze da motocicletta contemporanea. La prima impressione è di essere al cospetto di una moto matura e robusta, sensazione dovuta principalmente alla presenza dei collettori di scarico a doppio tubo e delle teste motore, entrambi dalle dimensioni generose, ma V7 III si conferma tra le motociclette più accessibili e snelle. Non è cambiato invece il serbatoio in metallo, dalla eccellente capacità di 21 litri e dallo stile come sempre ispirato a quello della magnifica V7 Sport del 1971. Ulteriori elementi di stile ricercato riguardano i copri iniettori e i fianchetti laterali dalle forme slanciate. Ognuna delle V7 III ha una sella dedicata dalle grafiche e rivestimenti inediti. V7 III Stone, Rough e Carbon adottano una strumentazione a singolo quadrante circolare, coerentemente con la loro immagine di motociclette essenziali. Invece le versioni Special, Racer e Milano dispongono di un secondo quadrante circolare per il contagiri. La scala del tachimetro è analogica, mentre tutte le altre informazioni sono racchiuse nel riquadro digitale: odometro, trip parziale e daily trip (si azzera automaticamente dopo otto ore dall’ultimo spegnimento), tempo del trip, consumo istantaneo e medio, orologio, temperatura dell’aria, velocità media, livello del MGCT (controllo di trazione), oltre all’indicatore della marcia inserita e di cambiata, il cui valore di giri minimo e massimo è regolabile dall’utente. In questo modo si può tenere sotto controllo un range predeterminato di giri del motore, ad esempio per effettuare al meglio il rodaggio, o per ridurre al minimo i consumi di carburante. L’interazione con la strumentazione è possibile attraverso il pulsante presente nel blocchetto elettrico destro. Nel ricco catalogo di accessori dedicati è presente anche MOTO GUZZI MIA, la piattaforma multimediale di Moto Guzzi che collega lo smartphone al veicolo fornendo una quantità eccezionale di informazioni utili al viaggio.

La ciclistica: garanzia di qualità dalla tradizione Moto Guzzi
La competenza di Moto Guzzi nel disegnare ciclistiche sopraffine è leggendaria. La guida deliziosa di V7 ha origini lontane: nel 1970 V7 Police, dopo una serie durissima di test, vinse la selezione per entrare nella squadra della LAPD (Los Angeles Police Department), dimostrando anche oltre Oceano l’autorità in materia del marchio lariano. Il telaio in acciaio mantiene lo schema a doppia culla scomponibile e la medesima distribuzione dei pesi (46% anteriore; 54% posteriore) tipici della recente tradizione V7; la terza generazione ha introdotto una parte frontale completamente rivista e rinforzata, con una differente geometria di sterzo a garantire più dinamicità in curva, più maneggevolezza e stabilità. Particolare attenzione è stata posta nella cura e finitura dei particolari, comprese le saldature e la verniciatura. Il sistema di sospensione posteriore conta su una coppia di ammortizzatori Kayaba regolabili nel precarico molla: grazie alla loro superiore qualità e all’inclinazione sul punto di fissaggio al telaio, restituiscono una risposta progressiva e controllata in ogni situazione, anche col passeggero a bordo. Quest’ultimo può contare su una postura in sella comoda, grazie al posizionamento basso e avanzato delle pedane. La triangolazione sella-manubrio-pedane vanta quote ideali per piloti di qualsiasi statura, grazie alla sella bassa(770 mm da terra) e al corretto posizionamento delle pedane in alluminio.

Motore small block: carattere e sound unici 
Esistono molti ottimi motori bicilindrici al mondo, ma ce n’è solo uno a V trasversale ed è il twin Moto Guzzi, nato nel 1967 da una geniale intuizione dell’ingegner Giulio Cesare Carcano e caratterizzato da una configurazione così particolare dei cilindri da renderlo parte integrante del design della moto, come una vera scultura in metallo d’arte contemporanea. Nella versione small block, è arrivato alla sua terza evoluzione e si presenta totalmente rinnovato rispetto all’unità che equipaggiava V7 II, con l’obiettivo di elevare al massimo il piacere di guida e divertimento su strada, oltre a garantire maggiori prestazioni e affidabilità.
Il basamento in alluminio, irrigidito nei punti nevralgici, adotta un albero motore calcolato nelle inerzie per restituire vivacità e un adeguato freno motore. Il sistema di lubrificazione presente all’interno del basamento è studiato per meglio smaltire il calore e ridurre gli assorbimenti di potenza a vantaggio sia delle prestazioni sia della riduzione dei consumi di carburante. È presente inoltre un sistema di ventilazione che riduce le perdite di potenza dovute al pompaggio all’interno delle camere di manovella e una pompa dell’olio a portata ridotta in grado di assorbire minore potenza. Il condotto di aspirazione della pompa dell’olio è nuovo, così come la relativa valvola di by-pass e sono stati introdotti getti olio di raffreddamento del pistone, dotati di valvola di controllo e gestione del flusso. Il coperchio dell’alternatore integra l’uscita dei gas di blow-by.
Gli interventi introdotti un anno fa hanno riguardato anche la parte alta del motore, con teste, pistoni e cilindri in alluminio completamente nuovi rispetto a V7 II, anche se i valori di alesaggio e corsa, e quindi di cilindrata, sono i medesimi, scelta che conferma V7 III quale gamma di motociclette di ingresso nel mondo Moto Guzzi. Come da tradizione, la distribuzione è comandata da un sistema ad aste e bilancieri a 2 valvole per cilindro disposte però in maniera inclinata (più efficiente) nella testa. L’alimentazione è affidata a un sistema d’iniezione elettronica monocorpo Marelli, gestito da una nuova centralina elettronica. L’impianto di scarico è dotato di collettori a doppio tubo che migliorano l’isolamento termico. La presenza nelle teste dell’ingresso del sistema di aria ausiliaria, abbinato al catalizzatore trivalente, alla doppia sonda Lambda e alla progettazione del motore, permettono al twin 750 Moto Guzzi di rispettare la normativa Euro 4.
La potenza massima arriva a 52 CV a 6.200 giri/min, mentre la coppia massima si attesta a 60 Nm a 4.900 giri/min, con una curva di erogazione veramente piatta che promette facilità di utilizzo abbinata come sempre a quel carattere e prontezza tipico dei motori Moto Guzzi. È disponibile la versione depotenziata, in linea con le limitazioni della patente A2 e ideale per i nuovi Guzzisti, che possono contare anche su peso e dimensioni complessive ridotti e sulla generale facilità di guida di tutte le versioni di V7 III. Un altro aspetto innovativo del motore Moto Guzzi è la frizione monodisco a secco dal diametro di 170 mm, che aumenta la robustezza e l’affidabilità nel tempo, diminuendo inoltre il carico sulla leva al manubrio, a vantaggio della modulabilità e del comfort di guida. Il cambio a sei rapporti, preciso e morbido negli innesti, rimane invariato rispetto a V7 II, ma beneficia di una differente rapportatura della prima e della sesta marcia, entrambe leggermente allungate, utili per sfruttare al meglio le caratteristiche di coppia e potenza del motore.

Sicurezza: patrimonio di Moto Guzzi
Moto Guzzi ha sempre avuto una grande competenza anche sugli aspetti della sicurezza. V7 III dispone di impianto di frenata ABS e di MGCT (Moto Guzzi Controllo Trazione) regolabile e disinseribile. Il primo è un’unità Continental a doppio canale che evita il bloccaggio delle ruote, mentre il secondo, è un sistema che scongiura lo slittamento della ruota posteriore in accelerazione. L’MGCT è regolabile su due livelli di intervento, uno più conservativo e ideale ad esempio quando l’aderenza è precaria per via dell’asfalto bagnato o scivoloso e l’altro studiato per assecondare la guida emozionante su asfalto asciutto in sicurezza. Un’ulteriore peculiarità del sistema MGCT è la possibilità di ricalibrare la circonferenza del pneumatico posteriore, compensando l’eventuale usura o l’impiego di unità con profili diversi da quello di primo equipaggiamento, in modo da avere sempre un intervento preciso del controllo di trazione.


V7 III Stone
Il Model Year 2019 di questa eclettica ed essenziale versione abbandona ogni particolare cromato per abbracciare l’oscurità della verniciatura nero opaco, alla quale è abbinata una sella dotata di cinghia di appiglio per il passeggero. La cornice del faro non è più cromata ma nera, il parafango anteriore è verniciato in tinta con il serbatoio, il logo sui fianchetti laterali è stato completamente rinnovato come l’aquila che decora il serbatoio, ora realizzata in una particolare finitura brunita.
Il look totalmente “dark matt” distingue e caratterizza V7 III dalle altre versioni, ma non è la sola differenza. V7 III Stone vanta anche i cerchi ruota a razze e la strumentazione a singolo quadrante circolare. Inoltre il parafango anteriore è accorciato per esaltare l’essenzialità di questo modello.
Oltre alla tinta Nero Ruvido, V7 III Stone è disponibile in due nuove accattivanticolorazionisatinate, Grigio Granitico e Rosso Rovente.
A partire dalla primavera prossima V7 III Stone sarà disponibile anche nella variante Night Pack, caratterizzata da significativi interventi stilistici e funzionali, primo fra tutti l’adozione di nuova fanaleria a led che assicura elevato potere illuminante del faro anteriore, degli indicatori di direzione e della luce posteriore.
Questa versione, definita esteticamente dal posizionamento ribassato di faro e strumentazione, vanta un nuovo parafango posteriore, corto e snello, che integra il supporto della luce stop e quello, anch’esso rinnovato, del porta targa.
La sella dedicata è caratterizzata da termosaldature e valorizzata dal logo Moto Guzzi ricamato a filo. V7 III Stone Night Pack sarà disponibile nella classica livrea Nero Ruvido e nelle varianti Bronzo Levigato e Blu Pungente.


V7 III Limited
Questa esclusiva versione in edizione limitata e numerata di soli 500 esemplari unisce la classicità e l’eleganza delle cromature a raffinati materiali hi-tech, come la fibra di carbonio e l’alluminio. V7 III Limited è caratterizzata da particolari cromati di chiara ispirazione Classic come il serbatoio, “fasciato” superiormente da una cinghia dal sapore vintage in cuoio nero. Ai lati, l’inconfondibile aquila Moto Guzzi è realizzata in una particolare finitura brunita: il nero è del resto un altro elemento ricorrente di V7 III Limited, dai cerchi a razze alla sella con cuciture effetto “old school”, oltre alla tipica trama della fibra di carbonio, materiale utilizzato per i parafanghi anteriore e posteriore e per i fianchetti laterali. Il tappo con serratura per il rifornimento è in alluminio ricavato dal pieno, così come il riser del manubrio, che riporta inciso al laser il numero di serie del modello.
Il twin 750 Moto Guzzi si presenta con le protezioni dei corpi farfallati in alluminio anodizzato nero e le teste cilindri con le alette di raffreddamento fresate che creano un’ulteriore gioco di contrasti.
L’essenziale strumentazione è a singolo quadrante circolare, con scala del tachimetro analogica e le altre informazioni racchiuse nel riquadro digitale.


V7 III Special
Tra le V7 è quella più vicina allo spirito del modello originario. Classica ed elegante, offre numerosi particolari cromati e grafiche decisamente lucide. Come la celebre V750 S3 del 1975, propone la tipica fascia colorata sui fianchetti sottosella, che richiama la banda orizzontale dello stesso colore presente sul serbatoio. Le ruote a raggi hanno i canali lucidati e i mozzi neri; la strumentazione è a doppio quadrante circolare, mentre di serie è presente il maniglione d’appiglio in acciaio cromato per il passeggero. V7 III Special propone inoltre la sella con trapuntature effetto “old school”, elementi che ne sottolineano l’estrazione classica ed elegante. Le varianti cromatiche cui è disponibile sono Nero Inchiostro, Blu Zaffiro.

V7 III Carbon
Come V7 III Limited è realizzata in tiratura limitata e numerata, proseguendo la felice tradizione dei modelli impreziositi dalla “limited edition”. V7 III Carbon celebra la customizzazione, interpretata con originalità e buon gusto, accostando allo stile autentico di V7 la pregiata e moderna qualità di numerosi componenti in fibra di carbonio, quali i parafanghi accorciati e rifilati e i fianchetti laterali, capaci di esaltare al massimo il carattere giovane e dinamico della best seller di Moto Guzzi. V7 III Carbon si presenta vestita completamente di nero opaco, tonalità che esalta i dettagli in rosso, colore scelto per la pinza freno anteriore Brembo, per i loghi sui fianchetti e per l’Aquila sul serbatoio. Anche la meccanica made in Mandello spicca grazie ai coperchi delle teste in rosso satinato. La sella (come per gli altri modelli, ad essa solo dedicata) vanta un inedito rivestimento in Alcantara® idrorepellente, ideale per un utilizzo outdoor e resistente alle intemperie. La sella è rifinita con impunture rosse che rappresentano uno spunto stilistico molto gradito a chi ama i dettagli raffinati. In effetti questo modello ne è ricco: il tappo del serbatoio dotato di serratura è in alluminio ricavato dal pieno anodizzato nero così come è nera anche la cornice del proiettore anteriore, i coperchi degli iniettori e della pompa freno posteriore. Il numero di serie del modello è identificato dalla targhetta posizionata sui riser del manubrio: gli esemplari disponibili sono 1921, numero che evoca l’anno di nascita di Moto Guzzi.

V7 III Rough
Si distingue per i pneumatici tassellati calzati su cerchi a raggi e per i molti dettagli che conferiscono a V7 III Rough uno stile country cittadino. La dotazione è completata dalla sella dedicata con impunture e cinghia di appiglio per il passeggero e dalla coppia di fianchetti laterali in alluminio. Dello stesso nobile materiale sono anche i parafanghi. La cornice del faro anteriore è verniciata in nero, mentre gli steli della forcella sono protetti da classici soffietti in gomma. È un’ulteriore proposta di stile di Moto Guzzi che trasforma V7 III con pochi ma sapienti tocchi in una vera special di serie. Accanto alla colorazione Grigio Grafite, il MY19 vede l’introduzione di un inedito Verde Mimetico.

V7 III Milano
Quale V7 vorreste per attraversare le vie del centro della città? La risposta arriva da Moto Guzzi con la nuova versione V7 III Milano. Questo modello prende origine da V7 III Special, di cui mantiene le caratteristiche classiche tipiche, quali la strumentazione a doppio quadrante circolare, le cromature degli scarichi e del maniglione d’appiglio del passeggero, oltre alle tinte lucide del serbatoio, ma se ne distingue per i cerchi a razze che contribuiscono a regalarle un aspetto più moderno. La dotazione di serie è completata da particolari di pregio come i parafanghi e i fianchetti laterali realizzati in alluminio.


V7 III Racer
Prodotta in edizione numerata, come riporta la targhetta posta sulla piastra superiore di sterzo, V7 III Racer non è solo la più sportiva della gamma, ma anche la più ricca di pregiati particolari, che dimostrano ancora una volta la capacità di Moto Guzzi di realizzare vere e proprie fuoriserie. Numerose sono le differenze tecniche ed estetiche che la distinguono sia dalla precedente versione, sia dalle altre V7 III. Riguardo gli aspetti stilistici, V7 III Racer esibisce un bellissimo serbatoio cromato satinato ove spicca l’Aquila in rosso. Questo particolare richiama il colore “Rosso Corsa” scelto per la verniciatura del telaio e del forcellone: un richiamo esplicito alla prima serie di V7 Sport del 1971, soprannominata proprio “telaio rosso”. La sportività di V7 III Racer è enfatizzata dai semi manubri e dalla splendida sella con gobba. Come da tradizione, la Racer propone un look da motocicletta sportiva monoposto, ma in realtà questa versione è omologata per accogliere subito anche il passeggero: sono infatti presenti anche le pedane per il secondo, mentre il coprisella è all’occorrenza facilmente amovibile. Tra gli elementi maggiormente distintivi è degno di menzione l’impiego dell’alluminio anodizzato nero, una lavorazione artigianale di alta fattura esecutiva che caratterizza i fianchetti laterali e le protezioni dei corpi farfallati, mentre la tabella portanumero anteriore è realizzata in alluminio spazzolato. I cerchi a raggi hanno canali neri e riportano adesivi rossi Moto Guzzi, come gli altri modelli sportivi di casa, tra cui la muscle bike Audace.Tra i pezzi pregiati spiccano le pedane arretrate regolabili ricavate dal pieno, il perno di sterzo alleggerito e la protezione della piastra di sterzo. L’elemento tecnico distintivo più importante è costituito dalla coppia di ammortizzatori Öhlins regolabili nel precarico molla e nell’idraulica in estensione e compressione, che assicurano migliore capacità filtrante delle piccole asperità e al contempo un maggior controllo nella guida sportiva.


MOTO GUZZI MIA connette V7 III al mondo
Per la gamma V7 III è disponibile come accessorio l’innovativo sistema multimediale MOTO GUZZI MIA, capace di connettere la moto allo smartphone. Grazie ad un’applicazione dedicata, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play, lo smartphone (iPhone o Android) diviene un vero e proprio sofisticato computer di bordo multifunzione e l’anello di connessione tra veicolo e Internet.
La connessione bluetooth consente di visualizzare simultaneamente sullo schermo cinque parametri per volta, scelti a piacere in un vasto menu, tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, consumo istantaneo e medio, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale e trip computer esteso. La funzione “Eco Ride” aiuta a limitare i consumi e a mantenere una condotta di guida eco-compatibile, fornendo una valutazione sintetica dei risultati ottenuti durante il viaggio. È possibile registrare i dati dei viaggi e rivederli sul computer o direttamente sullo smartphone, analizzando il percorso effettuato, visualizzando punto per punto i parametri di funzionamento del veicolo. Inoltre il sistema permette di ritrovare facilmente il veicolo quando viene parcheggiato in un luogo sconosciuto, salvando automaticamente la posizione in cui è stato spento. MOTO GUZZI MIA include la funzione “Grip Warning” che replica per la massima visibilità le indicazioni sul funzionamento del controllo di trazione e avvisa in caso di eccessivo sfruttamento dell’aderenza disponibile. Grazie all’uso sinergico dei giroscopi e delle informazioni provenienti dal collegamento diretto con l’elettronica del veicolo, lo smartphone si trasforma in un sofisticato strumento di misura dell’angolo di piega in curva.

Accessori originali Moto Guzzi: l’offerta è sempre più ampia
Dopo il successo ottenuto su V7 e V7 II, prosegue anche su V7 III la filosofia di customizzazione di Moto Guzzi Garage. Essa prevede la presenza di numerosissimi accessori che consentono di personalizzare la propria motocicletta in maniera divertente e sicura, creando una vera special su misura.Tutti i particolari sono disegnati, progettati e realizzati da Moto Guzzi e sono sottoposti a severi cicli di test di controllo come qualsiasi altro elemento originale delle moto, in maniera da garantire qualità e durata nel tempo. Essendo stati concepiti e messi a punto da Moto Guzzi stessa, sono perfettamente intercambiabili con i componenti di serie, permettendo un facile ripristino della motocicletta nella sua configurazione originale. Inoltre sono anche rigorosamente omologati e quindi assolutamente “street legal”.

Di seguito alcuni dei principali accessori del catalogo dedicato alla gamma V7 III, che comprende in totale oltre 80 articoli.

  • Scarico alto 2 in 1 Arrow: lo scarico alto 2 in 1 sviluppato in collaborazione con Arrow alleggerisce il design di V7 III conferendole un look ancora più sportivo.
  • Ammortizzatori Öhlins: regolabili nel precarico molla e nell’idraulica in estensione e compressione, gli ammortizzatori Öhlins assicurano una migliore capacità filtrante delle piccole asperità e al contempo un maggior controllo nella guida veloce.
  • Molle ammortizzatori rosse: studiate specificamente per equipaggiare gli ammortizzatori di serie di V7 III.
  • Pinza freno anteriore rossa: la pinza freno anteriore Brembo verniciata in rosso conferisce un look più aggressivo al veicolo.
  • Coperchi teste cilindri rosse: le cover teste cilindro verniciate in rosso con speciali lavorazioni eseguite in fresatura personalizzano l’inconfondibile twin 750 Moto Guzzi.
  • Fianchetti in alluminio: i fianchetti laterali in alluminio contribuiscono a rendere i profili della V7 III più rastremati e preziosi grazie ai materiali e alle lavorazioni. Disponibili in alluminio satinato o nero.
  • Fianchetti in carbonio: i fianchetti in fibra di carbonio impreziosiscono e alleggeriscono la parte centrale di V7 III con materiali e finiture premium.
  • Parafanghi in alluminio: realizzati in leggero alluminio, i parafanghi anteriore e posteriore sono disponibili in look total black o in alluminio lucidato.
  • Parafanghi in carbonio: i parafanghi anteriore e posteriore in fibra di carbonio esaltano al massimo il carattere giovane e dinamico di V7 III.
  • Paramotore tubolare: caratterizzato da un disegno che segue le linee del veicolo, unendo stile e funzionalità, il paramotore offre una protezione specifica al motore e alle gambe del pilota. Disponibile cromato o nero.
  • Protezioni serbatoio: sono due protezioni in morbido materiale gommoso da applicare sui fianchi del serbatoio su cui appoggiare le ginocchia durante la guida, al fine di aumentare il comfort di marcia.
  • Cupolino in alluminio: la tabella frontale portanumero, disponibile in alluminio satinato o verniciato in nero, conferisce a V7 III uno stile forte e deciso.
  • Parabrezza: è progettato per offrire una migliore protezione aerodinamica, rispettando al contempo l’estetica di V7 III. Omologato secondo gli standard più severi, è stato testato su strada in ogni condizione climatica dai collaudatori Moto Guzzi.
  • Copri iniettori: realizzati in alluminio anodizzato, consentono di proteggere la zona degli iniettori dal contatto accidentale con le ginocchia del pilota. Disponibili anche verniciati in nero.
  • Leve freno e frizione in alluminio: ricavate dal pieno e con un design unico e ricercato, arricchiscono il ponte di comando della V7 III con materiali nobili e stile esclusivo.
  • Borse laterali in pelle, canvas e touring: grazie ai telaietti laterali dotati di sistema a sgancio rapido fast click, è possibile utilizzare su V7 III differenti tipi di valigie laterali. La gamma accessori Moto Guzzi offre una coppia di borse in pregiata pelle lavorata a mano con chiusura e fibbie in acciaio e logo Moto Guzzi impresso a caldo, una coppia di borse Touring in robusto tessuto tecnico per resistere a qualsiasi condizione di viaggio e una coppia di borse in Canvas idrorepellente molto capienti ed eleganti. Un apposito sistema antifurto con chiave impedisce la rimozione del fast click se non desiderata.
  • Portapacchi: questo pregevole articolo svolge due funzioni importanti: da una parte portapacchi, dall’altra solido appiglio per il passeggero, grazie ai due maniglioni integrati. Verniciato nero, si installa al posto delle maniglie d’appiglio del passeggero originali.
  • Borsa bauletto: si fissa sul portapacchi dedicato tramite cinghie ed è realizzata in vera pelle idrorepellente. Può essere facilmente trasportata grazie alla maniglia posteriore.
  • Fascia copriserbatoio: fascia copriserbatoio in vera pelle idrorepellente. Aggiunge una forte caratterizzazione “garage” al serbatoio di V7 III e permette di agganciare l’eventuale borsa porta attrezzi in pelle.
  • Gamma selle: la gamma di selle Moto Guzzi per V7 III include più di 10 versioni e varianti per esaudire le più svariate esigenze di comfort e design. Tutte le selle sono completamente waterproof, realizzate in materiali di prima scelta che offrono il massimo del comfort e un impatto estetico unico e perfettamente integrato con quello del veicolo.
  • Telo coprimoto: è realizzato in tessuto nero antigraffio ed è impreziosito dal logo Moto Guzzi presente su ambo i lati, e anche nelle versioni “Eagle” e “Shape”.
  • L’origine del mito V7
  • È il 1961 e il successo dell’automobile di massa sta ridimensionando fortemente il mercato della motocicletta. Moto Guzzi, forte di un invidiabile potere progettuale reagisce alla sfavorevole congiuntura esplorando nuovi mercati, dai motocarri alle macchine per l’agricoltura e veicoli speciali fino alle automobili. Per quest’ultime il geniale progettista Giulio Cesare Carcano progetta un bicilindrico a V di 90° raffreddato ad aria destinato a una versione sportiva della Fiat 500 capace di sfiorare i 140 km/h. Il nuovo motore piace al Lingotto ma la quantità annua richiesta da Vittorio Valletta è superiore alle capacità produttive di Mandello del Lario e l’accordo sfuma.
  • L’ing. Carcano non si perde d’animo e aumenta la cilindrata del bicilindrico fino a 754 cc per utilizzarlo sul “3X3”, un ricercato veicolo a tre ruote motrici con carreggiata variabile destinato alle truppe alpine. Parallelamente parte un concorso ministeriale per la fornitura di moto alla Polizia Stradale; vince chi percorre 100.000 km con il più contenuto costo di manutenzione. È l’occasione propizia per collocare il bicilindrico dell’ing. Carcano, completamente rivisto, su una moto, la Moto Guzzi V7. Un progetto innovativo che coniuga affidabilità di standard automobilistico con un livello di comfort e di accessibilità meccanica sconosciuti alla concorrenza che desta curiosità anche tra le polizie estere, prima fra tutte quella di Los Angeles. I collaudi della nuova V7 700 iniziano nel 1964, la moto ha un motore di 703.3 cc per una potenza di 40 CV e un peso di 230 kg. Nel 1966 inizia la produzione di serie, destinata alla polizia e ai mercati esteri mentre l’anno successivo la V7 700 è distribuita in Italia al competitivo prezzo di 725.000 lire, nettamente più conveniente della concorrenza tedesca e inglese.
  • L’evoluzione secondo Lino Tonti
  • La creatura di Giulio Cesare Carcano è perfezionata da un esperto progettista che entra in Moto Guzzi nel 1967: Lino Tonti. Forlivese, con una grande esperienza maturata nelle competizioni con Mondial, Bianchi e Gilera, l’ingegnere è chiamato dal direttore generale Romolo Stefani per ampliare la gamma della maximoto lariana. La V7 è apparsa nel momento giusto, la moto sta ritornando prepotentemente di moda quasi per reazione al conformismo dell’automobile e il mercato è particolarmente ricettivo alle novità.
  • Tonti dapprima aumenta la cilindrata a 757 e la potenza a 45 CV per lanciare nel 1969 la V7 Special, più veloce, rifinita e curata rispetto alla V7 700. In seguito realizza, inizialmente per il mercato americano, la V7 Ambassador e la California, quest’ultima destinata a divenire uno dei più grandi successi della Moto Guzzi. La tappa successiva coincide con il capolavoro di Lino Tonti: la V7 Sport. Il progettista forlivese ha le idee chiare e fissa i tre parametri della sportiva di Mandello: 200 km/h, 200 kg, 5 marce. Per raggiungere l’obiettivo interviene sul motore, portando la cilindrata a 748.3 cc e la potenza a oltre 52 CV ridisegnando albero motore e alberi a camme, oltre a collocare l’alternatore frontalmente per contenere l’ingombro verticale.
  • Il motore è alloggiato dentro un aderente telaio doppia culla in acciaio al Cromo/Molibdeno, verniciato di rosso per i primi 200 esemplari montati direttamente nel reparto esperienza di via Parodi 57. La moto debutta nel 1971 e nel giugno dello stesso anno partecipa alla “500 chilometri di Monza” ottenendo la terza piazza con Raimondo Riva. È questo l’inizio di una serie di lusinghieri risultati ottenuti nelle gare di durata, come le 24 Ore di Le Mans e di Liegi che contribuirono, insieme a piloti di grande popolarità come Vittorio Brambilla a farne la più famosa moto sportiva italiana degli anni ’70.


L’origine del mito V7
È il 1961 e il successo dell’automobile di massa sta ridimensionando fortemente il mercato della motocicletta. Moto Guzzi, forte di un invidiabile potere progettuale reagisce alla sfavorevole congiuntura esplorando nuovi mercati, dai motocarri alle macchine per l’agricoltura e veicoli speciali fino alle automobili. Per quest’ultime il geniale progettista Giulio Cesare Carcano progetta un bicilindrico a V di 90° raffreddato ad aria destinato a una versione sportiva della Fiat 500 capace di sfiorare i 140 km/h. Il nuovo motore piace al Lingotto ma la quantità annua richiesta da Vittorio Valletta è superiore alle capacità produttive di Mandello del Lario e l’accordo sfuma.
L’ing. Carcano non si perde d’animo e aumenta la cilindrata del bicilindrico fino a 754 cc per utilizzarlo sul “3X3”, un ricercato veicolo a tre ruote motrici con carreggiata variabile destinato alle truppe alpine. Parallelamente parte un concorso ministeriale per la fornitura di moto alla Polizia Stradale; vince chi percorre 100.000 km con il più contenuto costo di manutenzione. È l’occasione propizia per collocare il bicilindrico dell’ing. Carcano, completamente rivisto, su una moto, la Moto Guzzi V7. Un progetto innovativo che coniuga affidabilità di standard automobilistico con un livello di comfort e di accessibilità meccanica sconosciuti alla concorrenza che desta curiosità anche tra le polizie estere, prima fra tutte quella di Los Angeles. I collaudi della nuova V7 700 iniziano nel 1964, la moto ha un motore di 703.3 cc per una potenza di 40 CV e un peso di 230 kg. Nel 1966 inizia la produzione di serie, destinata alla polizia e ai mercati esteri mentre l’anno successivo la V7 700 è distribuita in Italia al competitivo prezzo di 725.000 lire, nettamente più conveniente della concorrenza tedesca e inglese.

L’evoluzione secondo Lino Tonti
La creatura di Giulio Cesare Carcano è perfezionata da un esperto progettista che entra in Moto Guzzi nel 1967: Lino Tonti. Forlivese, con una grande esperienza maturata nelle competizioni con Mondial, Bianchi e Gilera, l’ingegnere è chiamato dal direttore generale Romolo Stefani per ampliare la gamma della maximoto lariana. La V7 è apparsa nel momento giusto, la moto sta ritornando prepotentemente di moda quasi per reazione al conformismo dell’automobile e il mercato è particolarmente ricettivo alle novità.
Tonti dapprima aumenta la cilindrata a 757 e la potenza a 45 CV per lanciare nel 1969 la V7 Special, più veloce, rifinita e curata rispetto alla V7 700. In seguito realizza, inizialmente per il mercato americano, la V7 Ambassador e la California, quest’ultima destinata a divenire uno dei più grandi successi della Moto Guzzi. La tappa successiva coincide con il capolavoro di Lino Tonti: la V7 Sport. Il progettista forlivese ha le idee chiare e fissa i tre parametri della sportiva di Mandello: 200 km/h, 200 kg, 5 marce. Per raggiungere l’obiettivo interviene sul motore, portando la cilindrata a 748.3 cc e la potenza a oltre 52 CV ridisegnando albero motore e alberi a camme, oltre a collocare l’alternatore frontalmente per contenere l’ingombro verticale.
Il motore è alloggiato dentro un aderente telaio doppia culla in acciaio al Cromo/Molibdeno, verniciato di rosso per i primi 200 esemplari montati direttamente nel reparto esperienza di via Parodi 57. La moto debutta nel 1971 e nel giugno dello stesso anno partecipa alla “500 chilometri di Monza” ottenendo la terza piazza con Raimondo Riva. È questo l’inizio di una serie di lusinghieri risultati ottenuti nelle gare di durata, come le 24 Ore di Le Mans e di Liegi che contribuirono, insieme a piloti di grande popolarità come Vittorio Brambilla a farne la più famosa moto sportiva italiana degli anni ’70.

Dalla V7 alla generazione 850
Nello spazio di un paio di stagioni l’evoluzione tecnologica compiuta con la V7 Sport Moto Guzzi è trasferita anche al resto della gamma. Il nuovo telaio, il freno anteriore a quattro ganasce e il cambio a cinque marce introdotti sulla V7 Sport rappresentano, insieme all’incremento della cilindrata, le novità principali della V850 GT, modello che segna nel 1973 il pensionamento della fortunata V7 Special. Perde la celebre sigla alfanumerica anche la Sport, sostituita nel 1974 dalla Moto Guzzi 750S. L’ultimo modello a cedere la gloriosa denominazione alfanumerica è la V7 850 California, che lascerà il testimone solo nel 1976 alla nuova 850 T California.